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Nome Commerciale:

Rapibur

Principio Attivo:

Virus della rabbia inattivato (ceppo Flury LEP)

Formula Chimica:

Virus della rabbia inattivato (ceppo Flury LEP)

Forma Farmaceutica:

Polvere e solvente per soluzione iniettabile

Indicazioni Terapeutiche:

Rabipur è indicato per l’immunizzazione attiva contro la rabbia in soggetti di tutte le età. Ciò include la profilassi pre–esposizione (ovvero prima del possibile rischio di esposizione alla rabbia), sia con la schedula di vaccinazione primaria che con la dose di richiamo, e la profilassi post–esposizione (ovvero dopo sospetta o comprovata esposizione alla rabbia).

Farmacocinetica:

Non pertinente

Meccanismo d'Azione:

Rabipur è un vaccino contenente il virus della rabbia inattivato. Dopo la somministrazione del vaccino, il sistema immunitario (il sistema di difesa naturale dell’organismo) produce anticorpi contro i virus della rabbia. Questi anticorpi proteggono dalle infezioni o dalle malattie causate dal virus della rabbia. Nessuno dei componenti del vaccino può causare la rabbia. Il titolo anticorpale minimo indotto dal virus della rabbia raccomandato come prova di una risposta immunitaria adeguata dopo la vaccinazione è pari a una concentrazione ≥ 0,5 UI/ml, come indicato dall’OMS. In individui sani vaccinati questo livello deve essere raggiunto nella maggior parte dei casi entro il giorno 14 di una schedula post–esposizione, con o senza somministrazione concomitante di immunoglobuline anti–rabiche (RIG) e indipendentemente dall’età. Profilassi pre–esposizione : In prove cliniche condotte con soggetti già immunizzati, quasi tutti hanno raggiunto il titolo anticorpale protettivo (RVNA ≥ 0,5 UI/ml) 3 o 4 settimane dopo la fine di una schedula primaria di tre iniezioni di Rabipur somministrate per via intramuscolare secondo la frequenza raccomandata. Poiché il titolo anticorpale diminuisce lentamente, possono essere necessarie dosi di richiamo per mantenere livelli anticorpali superiori a 0,5 UI/ml. Profilassi post–esposizione : In studi clinici, Rabipur, somministrato secondo le dosi raccomandate dalle linee guida dell’OMS, ha indotto la formazione di anticorpi neutralizzanti adeguati (≥ 0,5 UI/ml) in quasi tutti i soggetti entro il giorno 14 o 30.

Preparazione e Diluizione:

Dopo ricostituzione della polvere bianca liofilizzata con il solvente limpido e incolore si ottiene una soluzione limpida e incolore. La polvere per la soluzione deve essere ricostituita utilizzando il solvente per soluzioni fornito, e agitando con cura prima dell’iniezione. Il vaccino deve essere controllato visivamente prima e dopo ricostituzione per l’eventuale presenza di particolato estraneo e/o cambiamenti nell’aspetto fisico. Il vaccino non deve essere utilizzato nel caso in cui sia avvenuto un qualsiasi cambiamento dell’aspetto. Durante la produzione il flaconcino viene sigillato sotto vuoto. Pertanto, per evitare problemi durante il prelievo del vaccino ricostituito dal flaconcino, si consiglia di svitare la siringa dall’ago per eliminare la pressione negativa. Il vaccino può quindi essere agevolmente prelevato dal flaconcino. Si sconsiglia l’applicazione di una pressione eccessiva, perché la pressurizzazione eccessiva crea problemi per il prelievo della quantità corretta di vaccino. Il vaccino ricostituito deve essere usato immediatamente Il vaccino non utilizzato o i rifiuti da esso derivanti devono essere smaltiti in accordo alle disposizioni nazionali. Negli adulti e nei bambini di età pari o superiore ai 2 anni il vaccino deve essere iniettato per via intramuscolare nel muscolo deltoide; o, nei bambini piccoli di età inferiore ai 2 anni, nella regione antero–laterale della coscia. Il vaccino non deve essere somministrato mediante iniezione intravascolare, iniezione intraglutea o sottocutanea.

Posologia:

La dose intramuscolare (i.m.) singola raccomandata è di 1,0 ml a tutte le età. Profilassi pre–esposizione (PrEP). In persone non vaccinate precedentemente, un ciclo iniziale di profilassi pre–esposizione consiste in tre dosi (da 1,0 ml ciascuna) i.m. somministrate ai giorni: 0, 7 e 21 (o 28). La dose singola di richiamo i.m. è di 1,0 ml. Rabipur può essere impiegato come vaccino di richiamo dopo una precedente immunizzazione con un vaccino rabico ottenuto da cellule diploidi umane (HDCV). La necessità di controlli periodici del siero per accertare la presenza di anticorpi ad un livello ≥0,5 UI/ml e la somministrazione di dosi di richiamo devono essere valutate in accordo alle raccomandazioni ufficiali. L’esperienza dimostra che dosi di richiamo sono solitamente necessarie ogni 2–5 anni. La profilassi post–esposizione comprende: • trattamento locale della ferita appena possibile dopo l’esposizione, • un ciclo di vaccino rabico e • somministrazione di immunoglobuline anti–rabiche, se indicata. La Profilassi post–esposizione raccomandata varia in base al tipo di esposizione. L’immunizzazione post–esposizione deve iniziare il prima possibile dopo l’esposizione. Profilassi post–esposizione di soggetti non vaccinati : un’iniezione i.m. da 1,0 ml ai giorni 0, 3, 7, 14 e 28 oppure due iniezioni i.m. da 1,0 ml al giorno 0 (una in ciascuno dei deltoidi o delle cosce) seguite da un’iniezione i.m. da 1,0 ml ai giorni 7 e 21. In soggetti precedentemente vaccinati la profilassi post–esposizione consiste di due dosi (da 1,0 ml ciascuna) somministrate i.m. ai giorni 0 e 3. In questi casi le immunoglobuline anti–rabiche non sono indicate. Nei soggetti immunocompromessi è necessaria la schedula completa a 5 dosi di Essen (1–1–1–1–1 ai giorni 0, 3, 7, 14 e 28) in combinazione con il trattamento completo delle ferite e l’infiltrazione locale di immunoglobuline anti–rabiche in caso di soggetti con esposizione di categoria II e III. In alternativa, possono essere somministrate due dosi di vaccino al giorno 0, cioè una dose singola di vaccino da 1,0 ml somministrata nel muscolo deltoide del braccio destro e un’altra dose singola da 1,0 ml somministrata nel muscolo deltoide del braccio sinistro. Nei bambini piccoli deve essere somministrata una dose nella regione anterolaterale di ciascuna coscia. Ciò porta a un totale di 6 dosi (2–1–1–1–1 ai giorni 0, 3, 7, 14 e 28). Se possibile, la risposta all’anticorpo neutralizzante il virus della rabbia deve essere misurata 2–4 settimane (preferibilmente il giorno 14) dopo l’avvio della vaccinazione per valutare la possibilità che sia necessaria un’ulteriore dose di vaccino. Durante la terapia post–esposizione non devono essere somministrati medicinali immunosoppressori, a meno che non siano essenziali per il trattamento di altre condizioni.

Precauzioni:

Sono state segnalate reazioni anafilattiche, compreso lo shock anafilattico, in seguito alla vaccinazione con Rabipur. Come per tutti i vaccini iniettabili, trattamenti medici e controlli appropriati devono essere immediatamente disponibili, nella rara eventualità di una reazione anafilattica successiva alla somministrazione del vaccino. Ai soggetti considerati a rischio di gravi reazioni di ipersensibilità al vaccino o a uno dei componenti del vaccino deve essere somministrato, se disponibile, un vaccino rabico alternativo. È stata segnalata l’associazione temporale tra encefalite e sindrome di Guillain–Barré e somministrazione di Rabipur. L’uso di corticosteroidi per trattare reazioni indesiderate di questo tipo può inibire lo sviluppo dell’immunità alla rabbia. Occorre considerare con attenzione il rischio di un paziente di sviluppare la rabbia prima di decidere di sospendere l’immunizzazione. Se il vaccino è stato inavvertitamente somministrato in un vaso sanguigno, c’è il rischio di reazioni sistemiche avverse, incluso lo shock. Non iniettare per via intravascolare. Il vaccino non deve essere miscelato nella stessa siringa con altri prodotti medicinali. Se, oltre al vaccino Rabipur, è indicata anche la somministrazione di immunoglobuline anti–rabiche, queste ultime devono essere somministrate in una sede anatomica distante da quella della vaccinazione (vedere paragrafo 4.5). Alla vaccinazione possono essere associate reazioni ansiose, comprese reazioni vasovagali (sincope), iperventilazione o reazioni da stress, come risposta psicogena all’iniezione con ago (vedere paragrafo 4.8). È importante predisporre procedure adeguate per evitare lesioni in caso di svenimento. Il vaccino anti–rabico non deve essere somministrato mediante iniezione intraglutea o sottocutanea perché l’induzione di una risposta immunitaria adeguata potrebbe essere meno affidabile.

Gravidanza ed Allattamento:

Gravidanza: Non sono stati riscontrati casi di danni attribuibili all’uso di Rabipur durante la gravidanza. Quando è necessaria una profilassi post–esposizione, Rabipur può essere somministrato a donne in gravidanza. Il vaccino può essere usato anche durante la gravidanza per la profilassi pre–esposizione, se si valuta che il potenziale beneficio superi qualunque rischio possibile per il feto. Allattamento: Sebbene non sia noto se Rabipur penetri nel latte materno, non è stato identificato nessun rischio per il lattante. Rabipur può essere somministrato a donne che allattano, quando è necessaria la profilassi post–esposizione. Il vaccino può essere usato anche per la profilassi pre–esposizione in donne che allattano se si ritiene che il potenziale beneficio superi ogni possibile rischio per il lattante. Fertilità: Non sono stati effettuati studi non clinici di tossicità della riproduzione e dello sviluppo.

Controindicazioni:

Profilassi pre–esposizione (PrEP): Storia precedente di grave ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti presenti nella formulazione o ai residui (poligelina, proteine di pollo, albumina sierica umana e può contenere tracce di neomicina, clortetraciclina e amfotericina B) Soggetti affetti da malattie acute che necessitano di trattamento non devono essere vaccinati fino ad almeno 2 settimane dopo la guarigione. Infezioni minori non costituiscono una controindicazione alla vaccinazione. Profilassi post–esposizione (PEP): Alla luce della prognosi quasi sempre infausta della rabbia, non ci sono controindicazioni alla vaccinazione in caso di profilassi post–esposizione, compresa la gravidanza.

Effetti Collaterali:

A seguito della vaccinazione con Rabipur possono verificarsi reazioni anafilattiche, compreso shock anafilattico, molto rare ma clinicamente gravi e potenzialmente letali. Durante gli studi clinici con Rabipur non è stata riportata anafilassi. Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state dolore al sito di iniezione (30-85%, principalmente dolore dovuto all’iniezione) o indurimento al sito di iniezione (15-35%). La maggior parte delle reazioni nel sito di iniezione non sono state gravi e si sono risolte nell’arco di 24-48 ore dall’iniezione. In seguito alla vaccinazione possono verificarsi lievi reazioni allergiche a Rabipur (ovvero reazioni di ipersensibilità) tra cui eruzioni cutanee ed orticaria. Eruzioni cutanee possono verificarsi in più di 1 persona su 10 e l’orticaria può verificarsi tra 1 persona su 100 e 1 persona su 10. Queste reazioni sono generalmente di lieve entità e si risolvono solitamente nel giro di pochi giorni. Sintomi di encefalite e sindrome di Guillain–Barré sono stati riportati in un piccolo numero di persone a seguito della vaccinazione con Rabipur. All’interno di ciascun raggruppamento di frequenza le reazioni avverse sono in ordine decrescente di gravità. Inoltre per ogni reazione avversa viene indicata la categoria di frequenza corrispondente in base alla seguente convenzione (CIOMS III): molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000) e molto raro (<1/10.000).  
Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetti indesiderati
Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Linfoadenopatia
Disturbi del sistema immunitario Raro Ipersensibilità
Molto raro Anafilassi, compreso shock anafilattico
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Appetito ridotto
Patologie del sistema nervoso Molto comune Mal di testa, capogiro
Raro Parestesia
Molto raro Encefalite, sindrome di Guillain–Barré, presincope, sincope, vertigine
Patologie gastrointestinali Comune Nausea, vomito, diarrea, dolore addominale/senso di fastidio all’addome
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Eruzione cutanea
Comune Orticaria
Raro Iperidrosi (sudorazione)
Molto raro Angioedema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Mialgia, artralgia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Reazioni al sito di iniezione, malessere, affaticamento, astenia, febbre
Raro Brividi

Popolazione pediatrica: La frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini sono attese con lo stesso andamento osservato negli adulti.

Conservazione:

Conservare in frigorifero (2°C-8°C). Non congelare. Conservare i flaconcini nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale. Il vaccino non deve essere usato dopo la data di scadenza riportata sulla confezione e sul contenitore.

Intossicazioni

Giacenze

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OSPEDALE "MORGAGNI-PIERANTONI" FORLI'

Formulazione Posizione Qtà Scadenza Note Aggiornamento
Rabipur ff 2.5 UI/ml FARMACIA, P.S. FORLI', P.S. S.SOFIA, UFFICIO IGIENE 9 31/12/2021 6+1+1+1 11/07/2019

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Pronto Soccorso
marco.cortigiani@auslromagna.it
0543735800 h24 in P.S. Forlì

AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI FERRARA

Formulazione Posizione Qtà Scadenza Note Aggiornamento
Rabipur ff 2.5 UI/ml FARMACIA - T1B2 2 31/12/2021 12/06/2019

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Dipartimento di Biotecnologie Trasfusionale e di Laboratorio
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